29.1.07

insonnia

sono le 12.40 pm ...e' notte non riesco a dormire...malinconia e nostalgia dell'Italia...

28.1.07

song

Smile, without a reason why
Love, as if you were a child,
Smile, no matter what they tell you
Don't listen to a word they say
Cause life is beautiful that way.

Tears, a tidal wave of tears
Light, that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There is still another game to play
And life is beautiful that way

Here with his eyes forevermore
I will always be as close as you
remember from before
Now that you're out there on your own
Remember what is real and
what we dream is love alone

Keep the laughter in you eyes
Soon your long awaited prize
We'll forget about our sorrows
And think about a brighter day
Cause life is beautiful that way.

We'll forget about our sorrows
And think about a brighter day,
Cause life is beautiful that way
There's still another game to play
And life is beautiful that way.

ps

Un sorriso non dura che un istante, ma nel ricordo puo' essere eterno.


Friedrich von Schiller

che c'e' di male?

In un mondo dove tutto ormai dipende dall'apparenza io credo e voglio ancora credere molto nei valori ... nei tesori che sono racchiusi dentro ognuno di noi, credo nella fantasia e nella voglia di trasformare in fiabe le proprie esistenze, credo nella forza dell' amore e nella felicità incontaminata che presto avremo ... Credo in tutto questo dopo anni di oscurità e tenebre avvolte intorno a me. Voglio vivere e nutrirmi della serenità che la vita può offrire e voglio affrontare i problemi col sorriso e con la voglia di dire "A quando la prossima sfida?" ... Voglio imparare dalle delusioni e viverle senza lasciare che mi facciano affondare, voglio sorridere al mondo per continuare ad essere serena ...

favola


Aspettando il lieto fine

La mia vita può essere paragonata ad una favola ( ??? ).... La trama in realtà è un pò lenta, non scorre, almeno così pare vista dall'interno. Una fiaba caratterizzata da diversi periodi, un po' come la pittura di Picasso, spaziando dalla Cenerentola alla piccola fiammiferaia per giungere fino alla bella addormentata nel bosco.
...che per ora non vuole svegiarsi!!!

pics



semplicemente stupenda

26.1.07

Me, Myself & I


Cosa vuoi che sia?


Quando fai di tutto per esser visibile per un solo secondo, ma tutto il mondo ti fa immediatamente tornare invisibile ai tuoi occhi, te stessa non ti vede più, non ti sei mai vista e così neanche gli altri ti vedono...



Chi sei?
Cosa pensi che tu sia?
Cosa Vuoi essere?



Me Stessa.

Anni


Lei insegue i suoi anni che volano via,
anni belli, difficili
anni di amore e follia
anni giusti per lei



Vive i suoi anni di periferia
anni di giochi elettronici,
anni di buona poesia
anni e anni così



Questi anni…



anni che volano via.

SOS Goonies

I TRACCOBBETTI LI HO SUPERATI... MA SON RIMASTA SULLA NAVE CON WILLY L'ORBO... MI MANCA LA VIA D'USCITA.... STO USCENDO PAZZA... NON C'è UN SUPER-SLOT CON CAPITAN CHUNCK A SALVARMI??

25.1.07

america for dummies

... considerazioni a distanza di 6 mesi dal mio approdo alle rive del grande continente americano.....analizziamo la vita di tutti i giorni....
Alcune cose sono buffe per noi, ma in realtà hanno un senso. Premetto che non è un modo di farsi beffa di nessuno, ma è un modo di comprendere meglio una società diversa, molto diversa dalla nostra. La mentalità e la percezione degli eventi, non è certo cosa comune a tutti gli esseri umani, mi sorprenderebbe se lo fosse!! Alcune cose possono far sorridere... altre ci fanno riflettere su come noi percepiamo le cose

Avvertimenti
Chiunque sia andato negli states, avrà certo notato che ogni cosa è accompagnata da avvertimenti. Se prendi una busta di pasta, c'è l'avvertimento che la pasta è una fonte di carboidrati e di glutine. Se prendi l'autobus, c'è scritto “attento al gradino”. Ancora sull'autobus “questo veicolo fa soste frequenti” (è un autobus, grazie!). Potrei andare avanti per ore.
Beh, questo è un risultato della politica degli avvocati, qui nelgi states forse la categoria più odiata in assoluto. Se ti fai male, per quanto idiota tu possa essere stato, per quanto scema la tua azione ed insana di mente possa essere, per non saper né leggere né scrivere, denunci il luogo dove ti sei fatto male. Se non c'è scritto che non si poteva fare la tua azione, con un avvocato vinci la causa per anche milioni di dollari. Famosa è la vecchietta che da McDonald's comprò il caffè, lo lasciò sul cruscotto (sul cruscotto perdiana!), partì, il caffè (giustamente) cadde sulla signora. Lei riportò ustioni di primo grado, denunciò McDonald's vincendo la causa. Ora sul caffè c'è sempre scritto “Questa bevanda può essere bollente”. Sul caffè di Starbucks ci aggiungono “Lasciatelo raffreddare per gustarlo meglio”. Ora comprenerete perché gli avvocati sono odiati.
Non solo fanno vincere le cause agli idioti, ma si prendono stipendi assurdi, roba da centinaia di dollari l'ora, più percentuale sulla vincita. Vojo fa' l'avvocato!

Alcool
Un grosso mito da sfatare. Nella maggioranza degli stati, negli USA è proibito ubriacarsi per strada. Per quello ci sono le case private e i bar (da noi “pub”, qui si chiamano “bar”). Devi chiaramente essere maggiorenne, ovvero 21 anni almeno, per entrare in un bar o in un luogo dove si vendono alcoolici.
Nella maggioranza delle città à vietata la vendita di alcoolici nei negozi dopo una certa ora (qui a Seattle alle 9pm). Dopo vai nei bar e t'ambriachi come vuoi... ricordando però che la chiusura dei locali è presto. Alle 2 meno un quarto accendono le luci, niente più alcoolici ma acqua e soda (qui nel midwest, le bibite gasate come cocacola si chiamano tutte “soda”). Alle 2 “saracinesche” giù.
Tra virgolette perchè non esistono saracinesche, ma porte... manco ai negozi.

Cucina Italiana
La cucina italiana in america risponde alla seguente equazione algebrica:

cipolla^3 + aglio^2 + pepe^2 + 0.5 peperone == ITALIAN

Beh... diciamo che qualcosa di questa malsana idea non è colpa loro. Anzi. Credo che in realtà sia per il 90% colpa nostra, 10% colpa loro. Perché?
Semplice. Fino a qualche settimana fa, pensavo tranquillamente, che il gusto diciamo LONTANO dalla cucina italiana in america, fosse marketing, ovvero, abbiamo adattato il gusto al loro, altrimenti nun se venneva gnente. Beh, lo trovo estremamente giusto... anche i ristoranti cinesi in italia l'hanno fatto... Poi, ho comprato i ravioli di carne della buitoni importati, pasta fresca, presi in frigo.
Stesso sapore, ma roba italiana importata e pure non poco economica.
Oddionnipotente. Gli vendiamo schifo! Sono contenti! Poi non mi meraviglio che quando vengono in italia rimangono estasiati. Sappiate che qualunque, ma dico qualunque cosa contenga carne qui negli states ha quasi sempre lo stesso sapore. Ad una cena l'ho chiesto il perché, fu grassa risata di tutti, 5 secondi di silenzio, gocciolona di sudore tipo cartone animato giapponese, poi: “ma lo sai che hai ragione?!”. Bello.
Ma la cosa più bella? Chianti della puglia con tanto di DOCG e sigillo della repubblica italiana. E non vi dico altri vini italiani... o meglio, schifi che noi vendiamo spacciandoli per vini italiani... se fosse anche inchiostro annacquato forse lo apprezzerebbero con una bella scritta “Barbera”.


Cibo
Il cibo americano! “Molto ottimo”. C'è un problemino... trovare cose naturali è impossibile, a meno di pagare un boato.
Gli americani non mangiano benissimo. Ve lo assicuro, se potevate mai aver dubbi in precedenza. Mangiano pesante, grasso.
L'insalata si mangia con il “dressing”, ovvero salse e creme. Hamburger con fritti e stra-fritti. E' talmente diversa l'alimentazione che fa perdere peso! L'ho provato. E' grassa e sazia, quindi mangi di meno e dimagrisci. Non è bello... Certo, se però fai abiutuare il tuo corpo... allora è un'altra storia.
Per ogni cosa c'è la versione “light” e “no carbs”: sono ossessionati dal grasso e dai carboidrati, credono facciano ingrassare... al punto che hanno la birra low carbs! Provare per credere! O meglio, triste ma vero! Beh, per ovviare a questo, la FDA (Food and Drug Administration) ha fatto si che si possano aggiungere componenti ai cibi, proprio per ovviare ad una dieta sbilanciata. E' così che nascono prodotti per noi strani.
Le “enriched wheat or flours”: solitamente alla farina (non solo nei prodotti finiti, ma nella farina proprio) aggiungono niacina, solfato ferroso, tiamina mononitrato, riboflavina ed acido folico, a meno di non comprare la farina organica.
I succhi di frutta sono anche loro “enriched”, con aggiunta di vitamina D, C, e chi più ne ha più ne metta.
L'olio “fat-free”, senza grassi... beh questa me la devono spiegare, l'olio è un grasso... che è tipo “bevanda al gusto di bevanda”?

Tutto Grande
Si, vero. In america tutto è grande. Ho una confezione di aspirine, ce ne sono 100 (da 350 mg). Il cibo è grande, non puoi comprare al supermercato confezioni tipo single, ma 8 brats (quello che più si avvicina ad una salsiccia nostrana, tipica di queste parti), non 4 cosce di pollo, ma dalle 6 (fortunato), alle 10 (meno fortunato) alle 50 (vero!).
Quindi, se sei una persona cui il congelato fa star male, sei finito, a meno di non mangiare per giorni la stessa cosa! E' talmente normale trovare le confezioni famiglia, che compri le costolette di maiale in frigo nel supermercato. Normale... no? Beh, se non fosse che compri metà maiale... Insomma, qui il “bigger is better” è vero.

Medici & Medicinali
Li compri al supermercato, fino agli anti-infiammatori... l'Aleve è da supermercato, per esempio.
Poche cose necessitano di una ricetta. O meglio, solo per patologie non serie. Non puoi comprare antibiotici, serve la ricetta. E il medico ti dice “pijelo per 2 giorni” la farmacia ti da il farmaco per 2 giorni. Non di più. Ecco il perché vedete nei film dei barattoli con il nome sopra: ve le preparano in modo personalizzato le medicine.
Le confezioni variano dal grande all'enorme, e trovi di tutto. Se vuoi acido folico, no problem. Se vuoi integratori, no problem... Ah, poi le dosi! Dosi da cavallo. Quando entri in ospedale il portantino dice tutto del paziente... ER, il telefilm è vero, non è una fantasia. Sono andato dal dermatologo una volta per un controllo, e appena entrato m’hanno misurato pressione, temperatura, battiti cardiaci, e chieste tutte le allergie e patologie precedenti.
Sanno tutto, danno dosi da cavallo e fanno riprendere il paziente. Il sistema medico americano funziona benissimo (in america, chiaro... portarlo in altri stati è insano), basta pensare che orde di avvocati sono pronti ad assalire nel caso vada male qualcosa... tipo ti viene una malattia (anche non grave) conseguente alle cure, provoca stress, e li citi per ottenere il risarcimento... e vincono quasi sicuro!
Chiunque qui in america abbia un lavoro, ha una assicurazione medica (per chi non ha lavoro c’è la Social Security). Persino il part-time da assicurazione. Il full-time da anche l'assicurazione odontoiatrica (anche qui i dentisti fanno a palate li sordi...).
L'assicurazione costa relativamente poco, circa $2000 in media l'anno per una città universitaria (se non hai lavoro la devi da comprà, come me altrimenti è pagata quasi tutta dal datore di lavoro)... una cifra eh? No.
Pensando che una gamba rotta magari costa più di $5000 per lastre, stipendi, medicinali... e per chi lo pensa, un americano qui in italia fece una risonanza per scrupolo, una analisi e un paio di visite in ospedale. L’ospedale gli ha chiesto 3500 euri: dopotutto noi abbiamo l’assicurazione medica obbligatoria statale (le tasse!), e lui no!



Altre cose

Cose che trovi diverse dall'europa e che è meglio sapere.
I fazzoletti per il naso qui sono monovelo... meglio saperlo prima invece di “ritrovarsi con la situazione in mano” (oppure compri quelli antivirali, doppio strato). La carta igienica è invece normale.
Ci sono saponi che levano qualunque macchia e sporco, non so cosa ci sia dentro e forse manco lo voglio sapere: ho comprato per pulire per terra uno spruzzino tipo vetril, un disinfettante, ma non ho letto bene... morale della favola ho buttato una maglietta.
L'aria condizionata è sempre al massimo ed è presente OVUNQUE, pure sugli autobus

patente = drive license






ora che sono una pseudo cittadina americana....devo prendere la patente....eh si...a distanza di 12 anni mi ritrovo a dover studiare di nuovo teoria e pratica per poter guidare negli USA....assurdo si'..ma tanto devo farlo :)
poi sara' il tempo di comprare un'auto qui..gia' mi vedo su una di quelle jeep che per salire hai bisogno della scala tanto sono alte!!!...e la targa personalizzata ovviamente...american style..very very cool...quale scegliero??? magari una con la mia facciona stampata sopra alla Marylin Monroe :)

sodoku mania


sodoku....nulla a che vedere con perversioni di alcun tipo :)

la definizione:
Sudoku (giapponese: 数独, sūdoku, nome completo 数字は独身に限る Sūji wa dokushin ni kagiru) è un gioco di logica nel quale al giocatore o solutore viene proposta una griglia di 9×9 celle, ciascuna delle quali può contenere un numero da 1 a 9, oppure essere vuota; la griglia è suddivisa, da bordi in neretto, in 9 "sottogriglie", chiamate regioni, di 3×3 celle contigue. Le griglie proposte al giocatore hanno da 20 a 35 celle contenenti un numero. Scopo del gioco è quello di riempire le caselle bianche con numeri da 1 a 9, in modo tale che in ogni riga, colonna e regione siano presenti tutte le cifre da 1 a 9, e pertanto senza ripetizioni.


ogni Barnes&Nobles ( libreria ) e' invasa da libri con questo gioco che pare essere il must per gli americani..che vogliono tener allenata la loro mente!!!
cosi' da pseudo americana ho iniziato ad appassionarmi a questo gioco ed ho comprato il primo libro " The monster book of Sodoku "...un titolo che sembra piu' un anticipo di un film horror!!

poi on line ho trovato anche un sito molto carino italiano

http://www.sudokugiochi.it/

24.1.07

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Com'è difficile far capire ad una persona quello che siamo veramente senza essere scoperti totalmente, senza avere la paura che può colpirci proprio lì, nel nostro punto più fragile e farci cadere per sempre.

19.1.07

APPROVED!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

ieri 18 gennaio 2007 l'intervista per ottenere la green card...
alle 9.30 io Gary ed il nostro avvocato Janet siamo entrati nella stanza dell'ufficiale di stato per analizzare il mio caso....10 minuti di domande...una sbirciatina alle foto del matrimonio..alcune domande personali di coppia..ed alla fine...dopo aver pronunciato la frase " well i see any kind of fraud ( frode )" ha preso il magico timbro rosso con la scritta APPROVED e l'ha stampato sulla valanga di documenti intestati a Valentina Preziuso Davies.....10 minuti..dopo 6 mesi di attesa..in 10 minuti sono finalmente legale negli USA....c'e gente che aspetta anni prima di ricevere la green card..sono fortunata

16.1.07

venere e marte


"Venere e Marte" è un dipinto a tempera su tavola di cm 69 x 173 realizzata nel 1483 dal pittore italiano Sandro Botticelli.


È conservato alla National Gallery di Londra.


La scena raffigura Venere intenta a contemplare il proprio sposo, Marte, abbandonato nel sonno. Il dipinto è stato letto anche come allegoria matrimoniale, in cui l'Amore, impersonato da Venere, avrebbe il potere di ammansire anche lo spirito bellicoso, di cui Marte risulta essere la personificazione. Tra i due amanti, i piccoli satiri giocano con le armi.

un quadro che mi rimanda ad un libro che adoro...di John Gray

questo libro lo comprai in Italia...ed ora l'ho ricomprato in America,,,e' un gran punto di riferimento..ironico e profondo...vale la pena leggerlo e rileggerlo..tenerlo sul comodino di fianco al letto...oltre a questo ne ha scritti altri sempre sulla relazione di coppia, ma iniziate da questo :)

Gli Uomini Vengono da Marte, le Donne da Venere

Apparentemente ci assomigliamo. Ma non può essere che così: uomini e donne provengono da mondi diversi, lontanissimi. Ecco perché, spesso, nascono incomprensioni abissali su temi tutto sommato banali... O almeno è un bell’alibi!

vita a 2

LE DINAMICHE DELLA VITA DI COPPIA

(Dott. Argentino Cagnin)

La vita di coppia non è un qualcosa di già preconfezionato, ma esige una costruzione costante e paziente da parte di entrambi, sperimentandone la difficoltà e talvolta il fallimento.
Ogni relazione incomincia con un incontro. Un pò alla volta ci si rende conto che si sta bene insieme, che si prova interesse l'un l'altro e si è pronti a rivelare qualcosa di sè.
Tutto è cominciato con un incontro, uno sguardo, un sorriso, una parola. Dopo i primi momenti, si è fatta viva l'esperienza di stare bene insieme, si sono manifestate sempre più intensamente la trepidazione dell'attesa, la gioia dell'incontro , la bellezza di essere in due. Si sviluppa un sentimento di attrazione che rende felici, reciprocamente "diversi" dagli altri amici, per cui si desidera stare da soli, parlarsi comunicare, manifestare la propria predilezione anche con gesti che con altri non si farebbe.
E' il momento dell'innamoramento: fenomeno indefinibile completamente, non traducibile in termini precisi, le parole possono esprimere solo gli effetti; diviene qualcosa di incontrollabile, spontaneo, può incanalare tutte le attività mentali. Lo scopo è quello di rompere il sistema chiuso della propria personalità individuale, abituando il soggetto a prendere decisioni, a progettare, a pensare e a sentire, tenendo presente l'altra personalità, con le sue aspirazioni, interessi, bisogni. Progressivamente emerge una realtà nuova: il noi, la coppia. A mano a mano che ci si conosce meglio, è probabile che ci si partecipi l'un l'altro del proprio mondo interiore dei propri
sentimenti, così che la vita di ogni giorno diventa sempre più ricca di significato.
E' scelta gioiosa, entusiasmante, ma anche dura. E' l'incontro di due storie diverse, di tanti anni vissuti separatamente. Ognuno ha i suoi interessi, le sue idee; di qui viene la ricchezza dell'incontro. Ognuno deve rispettare la personalità dell'altro e aiutarlo a realizzare se stesso.
Il rapporto a due diviene così scelta di stare insieme, di camminare, di costruire una realtà nuova. Ed è l'amore: offrire
la propria disponibilità a donarsi all'altro, con impegno di fedeltà reciproca. E' il passaggio verso la stabilità, la
quotidianità, all'amore come scelta di vita. Tutto questo passa attraverso alcuni momenti di crescita, in cui
si è protesi alla conquista di alcune tappe. Il superamento delle proprie posizioni, dei propri modi di
pensare, di agire, rappresenta il primo passo concreto per andare incontro all'altro.
Lo svincolo e l'autonomia dalla propria famiglia d'origine, dalle regole, dalle modalità e dalle consuetudini che vigono in essa, rappresenta un passo decisivo per il costituirsi ed il vivere la coppia.
Questo permetterà la definizione delle regole proprie della coppia: regole che potranno essere sia riconosciute e dichiarate da entrambi o quelle implicite, date per scontate ed assodate.
Sarà necessario che i due arrivino entrambi a definire e sperimentare le regole di base del loro rapporto, non lasciando nulla di intentato o all'improvvisazione.
Accanto alle regole si perverrà alla definizione dei rispettivi ruoli all'interno della coppia.
Il passo successivo è quello di costruire il proprio terreno comune: tutto ciò che definisce l'essere di coppia, tutto ciò che diviene patrimonio di entrambi, quindi i progetti, le aspirazioni, l'agire, le scelte che caratterizzano la coppia.
Nel costruire il proprio essere di coppia si dovrà tenere presente alcune dimensioni, che divengono parte fondante della coppia stessa:
- l'attenzione alla persona in quanto tale e prima di ogni altra cosa, quindi rispetto di sè e dell'altro, di ciò che egli è e
non come lo vorrei, di ciò che è stato e di ciò che è;
- la stima di sè e dell'altro, avendo fiducia nelle proprie e nelle altrui potenzialità, accettandosi ed accettando tutto
quello che costituisce il patrimonio personale di entrambi;
- il realismo della propria e dell'altrui possibilità, chiamando per nome i pregi ed i difetti;
- la trasparenza nel mostrarsi in verità, avendo il coraggio di comunicare all'altro i propri sentimenti profondi;
- la meraviglia dell'altro per come è, scoprendo ogni giorno il lato buono, gioendo e meravigliandoci di queste continue scoperte che rivitalizzano il rapporto;
- la gratuità nel farsi dono continuo e costante all'altro, mostrando disponibilità ad un aiuto vero e disinteressato.
DOCUMENTAZIONE
Da Eric Fromm:
L'amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un'attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un "oggetto" d'amore. Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico, o un egoismo portato all'eccesso. Eppure la maggior parte della gente crede che l'amore sia costituito dall'oggetto, non dalla facoltà di amare. Infatti essi credono perfino che sia prova della loro intensità del loro amore il fatto di non amare nessuno tranne la persona "amata". Poichè non si vede che l'amore è un'attività, un potere dell'anima, si ritiene che basti trovare l'oggetto necessario e che, dopo ciò,"tutto vada da sè". Questa teoria può essere paragonata a quella dell'uomo che vuole dipingere ma che, anziché imparare l'arte sostiene che deve solo aspettare l'oggetto adatto, e che dipingerà meravigliosamente non appena lo avrà trovato.
Se io amassi veramente una persona, io amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire ad un altro"Ti amo", devo essere -in grado di dire"Amo tutti in te, amo il mondo attraverso di te, amo in te anche me stesso".

lezione su starbucks







STARBUCKS
CAPITAL,


Tutti i giorni a ogni angolo di Seattle si storpiano alcune, poche parole italiane e le si pronunciano con un improbabile accento yankee. "A Lattii macciatow" oppure "an espressow doppiiow", cose così. "A Cappuccino greeandii", dice la ragazza alla cassa che chiede 3 dollari e 90 centesimi per un bicchierone di carta colmo di caffè bollente e di schiuma di latte. Siamo da Starbucks coffee, il tempio del caffè americano, il luogo dove la globalizzazione è entrata nel nuovo millennio, il marchio che non puoi evitare di incrociare se vai in giro per la città più importante del mondo. A ogni isolato di Seattle ce n'è uno di Starbucks, altro che McDonald's. Ti dà sicurezza, e se non lo vedi sembra che manchi qualcosa. Si riconosce subito: insegna verde, grandi vetrate con vista sulla strada, e una volta dentro un'atmosfera piacevole, quasi europea. C'è tanta gente, studenti che bevono l'orrendo Frappuccino (un frappé dolcissimo al gusto di caffellatte), ragazzi che se ne stanno stravaccati sui divani di velluto. C'è chi studia e si mangia un panino al tonno che qui chiamano "Tuna Panini", c'è la mamma che beve con la cannuccia una bevanda alla cannella (in America quasi tutto è al gusto di cannella). Un signore compra il New York Times, un altro sorseggia un tè, un tizio non fa assolutamente niente, sta lì e basta. L'ultima novità è il collegamento Internet ad alta velocità e senza fili, per cui si può stare lì ore a mandare le e-mail. Ecco che cos'è Starbucks, non solo un bar, una piazza o un luogo d'incontro, un'idea geniale piuttosto, ma allo stesso tempo così banale che si fatica a pensare che nessuno l'avesse avuta prima del 1987.
L'illuminazione è venuta a Howard Schultz, un signore di 50 anni, nato e cresciuto a Brooklyn, oggi chairmain e capo delle strategie globali dell'azienda. In 14 anni Howard Schultz ha aperto cinquemila Starbucks, cinquemila bar, mica trecento o quattrocento. E non si è fermato, Schultz. Ogni santo giorno ne inaugura altri tre. In America, in Asia, in Medio Oriente, in Europa, ovunque. Nel solo mese di maggio, cioè per il tempo che quest'articolo sarà in edicola, servirà caffè a 80 milioni di clienti. I suoi coffee bar sono quotati nelle Borse di New York e Tokyo, fanno profitti da capogiro, tre miliardi di dollari, l'anno scorso. E, ci crederete o no, l'impero del caffè nei bicchieri di carta è stato costruito senza aver speso fortune in pubblicità.
L'idea a Schultz è venuta a Milano, un giorno di 19 anni fa. Passeggiava per Corso Vittorio Emanuele e si accorse della grande quantità di bar, del ruolo che hanno nella società italiana, cioè non fece altro che vedere quello che noi guardiamo tutti i giorni senza che ci venga in mente di mettere su un business. Tornò in America, a Seattle. Lì, sulla sponda settentrionale del Pacifico, curava il marketing per un'azienda specializzata nella vendita di caffè tostato, la Starbucks appunto. Dopo il viaggio a Milano, Schultz cercò di convincere i proprietari con questa sua strana idea di costruire una catena di coffee bar. Non lo capirono, loro vendevano caffè tostato ai ristorianti e non avevano nessuna intezione di trasformarsi in un bar. Schultz se ne andò, lasciò Starbucks e nel 1985 fondò una società tutta sua e la chiamò Il Giornale, così con un nome italiano. A poco a poco i suoi bar, che servivano il caffè tostato da Starbucks, ebbero successo, prima nello Stato di Washington e poi oltre. Nel 1987 Schultz si comprò Starbucks per 3 milioni e 800 mila dollari, alla fine di quell'anno i suoi bar erano divenati già 17. L'anno successivo 33, poi 55, 84, 116 fino ai quasi cinquemila di oggi. Schultz è orgoglioso del suo impero, e di come sia riuscito a costruirlo, con meno di 10 milioni di dollari di pubblicità nei primi sette anni. Pensate ai bar delle città italiane, e immaginateveli tutti uguali, di proprietà della stessa persona, con il medesimo servizio, lo stesso caffè, la stessa densità della cioccolata, le medesime fette di torta al limone. Questo è quello che ha realizzato Schultz. Un incubo, forse. Tanto che gli Sturbucks sono anche molto odiati, specie da quegli intellettuali e da quei bohemien newyorchesi che non sopportano l'omologazione, quella che chiamano la "midtownizzazione" della città, per cui ogni isolato è identico all'altro, con il suo Starbucks, il negozio Gap, quello di Banana Republic, la farmacia Duane Reade, una libreria Barnes&Noble, uno store che vende roba elettronica, una banca e un Deli coreano. L'ossessione Starbucks continua anche fuori dai bar, il marchio è presente nei principali alberghi (Westin, Sheraton/Starwood, Marriott, Hyatt), al supermercato, sugli aerei United Airlines e Canadian Airlines, così come in libreria, da Barnes&Noble o da Chapters, e alle partite dei Seattle Supersonics, la squadra di basket NBA di proprietà di Schultz. Non solo, ora Starbucks è entrato nel business dei dischi, e nei negozi si possono comprare anche cd; e tanto per capire quanto la Starbucks-mania sia contagiosa, quando cinque anni si mise a fare i gelati al caffè, in tre mesi diventarono i più venduti d'America.
Schultz rivendica che la sua non è omologazione, piuttosto creazione di comunità, luogo d'incontro, ottimo servizio, offertà di qualità. Lui rispetta McDonald's ma fa notare che la sua società è diversa da quel modello, perché i cinquemila Starbucks non sono in franchising ma di proprietà o in joint venture con società locali e le condizioni di lavoro dei 60 mila impiegati sono tra le migliori d'America. L'impero comunque è di quelli dove non tramonta il sole, gli Starbucks sono in Cina, Grecia, Hong Kong, Taiwan, Austria, Germania, Thailandia, Corea, Filippine, Messico, Israele, Nuova Zelanda, Australia, Oman, Malesia, Libano, Emirati Arabi Uniti e in altri paesi ancora. In Italia non c'è, e difficilmente potrà avere il successo che ha in America. Ma il pensiero fisso di Schultz è proprio quello di riuscire a vendere il caffè agli italiani.

17 gennaio

stamattina era prevista pioggia..ma quando ho guardato fuori dalla finestra...ho trovato neve!!..nevica ancora qui...ed in Italia fioriscono le mimose :)
tra due giorni ho l'intervista per ottenere il visto americano....6 mesi di attesa...e finalmente potro' iniziare una vera vita senza sentirmi privata quasi in tutto....

15.1.07

corso base di giapponese :)

per sempre in italiano
forever in inglese


http://www.manganet.it/lingua_giapponese.htm


La lingua giapponese è formata da tre alfabeti:

- l' hiragana (utilizzato per scrivere la pronuncia dei kanji, le desinenze dei verbi, degli aggettivi, ecc.)

- il katakana (utilizzato per scrivere le parole di origine straniera)

- i kanji (sono gli ideogrammi di origine cinese; ad ogni ideogramma corrisponde una parola)






zutto in giapponese

hypercaffeinated life

Everybody should believe something..

I believe I'll have more coffee.

:)





antisfiga 2007 :)

14.1.07

domenica di sole e temperature glaciali






my new community from march :)





11.1.07

passeggiata al mercato










ancora neve....





un'altra notte di neve in citta' e temperature da polo nord..ma un risveglio al mattino col sole e tutto innevato niente male...